Le opere interne


I lavori di restauro di questa Pieve Settecentesca sono iniziati nel 2001, dopo circa quarantacinque anni dall’inaugurazione della nuova chiesa: in questo periodo è rimasta pressoché inutilizzata anche se non abbandonata. La manutenzione della copertura è sempre stata garantita per salvaguardare le importanti opere in essa contenute: gli affreschi monocromi e policromi eseguiti da Giovanni Battista Canal intorno al 1817, le pale d’altare di Francesco Pisani del 1761 e di Ermolao Paoletti della prima metà dell’ottocento e l’antichissima fonte battesimale.

Primo stralcio dei lavori

È maturata così nel tempo l’esigenza di un restauro rigoroso dell’edificio per un utilizzo anche diverso ma compatibile con la destinazione d’uso originaria. Con il primo stralcio dei lavori di restauro è stato eseguito il risanamento delle fondazioni, attraverso i dreni perimetrali ventilati, la manutenzione della copertura e del sottotetto, l’installazione di un sistema di protezione dai volatili, la costruzione dei due corpetti nel lato est dell’edificio per il ricavo dei servizi,  Il risanamento della muratura con il rifacimento dell’ intonaco a cocciopesto nei due corpetti adiacenti all’ abside .

Nel 2006 con il finanziamento pubblico, concesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con i Beni e le Attività Culturali, su interessamento del Sen. Piergiorgio Stiffoni, è continuata l’opera di restauro con l’incasso degli gli impianti tecnologici, lo smontaggio della pavimentazione in marmo ed il restauro delle lastre lesionate; lo svuotamento del vespaio sottostante  fino alla quota del vecchio pavimento, funzionale all’installazione dell’impianto di riscaldamento.

Elementi emersi durante i lavori

Il vecchio pavimento ha fatto trasparire tracce delle fondazioni della chiesa originaria e di numerose sepolture. Lo smontaggio del pavimento del presbiterio ha messo in luce la tomba posta di fronte all’altare maggiore, il pavimento originario con tracce della sagoma di base dell’altare e le fondazioni della parete dell’abside della chiesetta originaria.  Nella navatina a nord sono state trovate le fondazioni di antichi muri con due architravi a volta. Nella navatina a sud, con la formazione del vespaio di ventilazione è stato messo in vista parte del pavimento della vecchia sacrestia.
Tutte queste tracce ci hanno poi consentito di ricostruire in bi e tridimensionale le modifiche subite dall’edificio nel tempo.

Secondo intervento

Tra il pavimento originario e la quota di posa dell’impianto è stata ricavata una intercapedine ventilata naturalmente, costituita da elementi in PVC a igloo con soletta di consolidamento in calcestruzzo che ha lasciato completamente integro il pavimento originario.
La raschiatura di pareti e soffitti li ha liberati dal cupo strato di incrostazioni dovute alle ripetute tinteggiature ed ha riportato alla luce il luminosissimo marmorino originario e con questo anche un triplo ordine di croci, segno di tre consacrazioni successive, rappresentate dalle più recenti croci in ottone brunito, da quelle piccoline in bronzo e quelle originarie affrescate. Sono state restaurate cornici, spigoli e modanature danneggiate dell’utilizzo improprio dell’edificio.
Sono proseguiti i lavori con il restauro degli affreschi eseguito dalla cooperativa Nuova Alleanza sotto la guida del suo Presidente Prof. Giuseppe Dinetto, che ci intratterrà poi sulle tecniche di intervento.
Il contributo concesso dalla fondazione Veneto Banca ha reso possibile il restauro delle due pale d’altare, del fonte battesimale del ‘500  e della cantoria dell’organo.

Terzo intervento

Il terzo stralcio dei lavori iniziato nel 2010 ha portato all’esecuzione dell’impianto igenico-sanitario e di riscaldamento a pavimento;  dell’anello esterno di collegamento dell’impianto elettrico,  la rete di raccolta delle acque meteoriche e l’ allacciamento degli impianti tecnologici alle reti pubbliche di distribuzione dei servizi;  la costruzione delle rampe di accesso agli ingressi laterali per garantire l’accessibilità anche alle persone con ridotta o impedita capacità motoria garantendone anche la funzionalità come uscite di sicurezza. I lavori sono poi proseguiti con la posa del pavimento originario in marmo  nella navata e nel presbiterio e  del nuovo nelle navatine laterali e negli ingressi; con la manutenzione e decorazione di pareti e soffitti delle stesse “navatine” e delle nicchie con cornici metalliche decorate, che hanno restituito loro la dignità originaria; la manutenzione delle inferriate e serramenti metallici originari, il rifacimento dei portali in legno, la fornitura e posa dei serramenti nei servizi; il restauro dei gradini ammalorati dell’ingresso principale e la zoccolatura delle pareti della facciata. È stato realizzato il collegamento tra l’ingresso laterale a sud ed il piazzale della casa del giovane attraverso la rampa raccordata alla piazzola di sosta, prolungata fino al portico della canonica. Sono stati delimitati e completati i dreni lungo le pareti dell’edificio, la sistemazione del terreno e la recinzione ad est in corrispondenza al filo esterno della parete delle vecchie sacrestie, che incrocia l’ ortogonale alla parete della casa del giovane.